Strategia

    La regola di The Bull per l'asset allocation, adattata per l'Eurozona

    La regola di The Bull per l'asset allocation, adattata per l'Eurozona
    14 giugno 2026·7 min di lettura

    Contenuto educativo. Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né raccomandazione di investimento ai sensi del D.Lgs. 58/1998 (TUF) e MiFID II. Per scelte concrete consulta un professionista iscritto OCF.

    Tra chi si avvicina alla finanza personale in Italia, una delle regole più citate per decidere quanta parte del portafoglio destinare alle azioni è quella resa popolare dal podcast The Bull. È una formula semplice, facile da ricordare, e proprio per questo molto cercata. In questo articolo la spieghiamo passo passo e mostriamo perché, per un risparmiatore che ragiona in euro, ha senso adattarla al contesto dell'Eurozona.

    La formula in breve

    La regola si scrive così: quota azionaria in percentuale = 125 meno l'età meno (tasso privo di rischio per 5). L'idea di fondo è che più sei giovane, più hai tempo davanti per recuperare le oscillazioni dei mercati, quindi puoi tollerare una quota azionaria maggiore. Man mano che l'età avanza, la quota suggerita diminuisce in modo graduale.

    Il secondo pezzo della formula, il tasso privo di rischio, introduce un'idea importante: il concetto di premio al rischio. Quando i titoli sicuri rendono pochissimo, esporsi all'azionario è quasi obbligato per cercare rendimento. Quando invece i titoli di Stato offrono un rendimento interessante senza rischio, diventa razionale ridurre un po' l'esposizione azionaria, perché parte del risultato la puoi ottenere con meno volatilità.

    Un esempio concreto

    Prendiamo una persona di 40 anni. Se il tasso privo di rischio di riferimento è il 3,2%, il calcolo è: 125 meno 40 meno (3,2 per 5 = 16) = 69%. La regola suggerirebbe quindi una quota azionaria di riferimento intorno al 69%, con il resto in strumenti più difensivi. Se i tassi salissero, la parte da moltiplicare crescerebbe e la quota azionaria suggerita scenderebbe; se i tassi calassero, accadrebbe il contrario.

    È importante leggere questo numero per quello che è: un punto di partenza educativo, non una prescrizione. La quota adatta a una persona reale dipende anche da orizzonte temporale, obiettivi, riserve di liquidità e soprattutto da quanto si è davvero disposti a tollerare un calo dei mercati senza vendere nel momento sbagliato.

    Perché adattarla all'Eurozona

    Nella sua versione più diffusa, la formula usa come tasso privo di rischio un riferimento legato ai tassi statunitensi a breve termine. Per un investitore che ragiona e spende in euro, questa scelta ha due limiti.

    Scopri il piano finanziario giusto per te

    Rispondi a 18 domande e ricevi il tuo piano personalizzato. Gratis, in 5 minuti.

    Fai il quiz gratuito

    Il primo è la valuta: i tassi americani riflettono le decisioni della banca centrale statunitense e portano con sé il rischio di cambio tra dollaro ed euro, un elemento che non c'entra con la pianificazione di chi vive in Italia. Il secondo è l'orizzonte: un tasso a breve termine fotografa il costo del denaro di oggi, mentre una scelta di portafoglio azionario guarda a molti anni avanti. Per questo il rendimento di un titolo di Stato a dieci anni è un termine di paragone più coerente con l'orizzonte di un investimento azionario.

    Per queste ragioni, in modo puramente educativo, ha senso adattare la regola usando come tasso di riferimento il rendimento del decennale dell'Eurozona, per esempio una media tra il decennale tedesco e quello italiano. Non è un modo per dire che la versione originale sia sbagliata: è un adattamento al contesto di chi investe in euro, che rende il numero finale più aderente alla realtà del risparmiatore italiano.

    I limiti di ogni regola a formula

    Qualsiasi regola che si riduce a una sola riga ha il pregio della semplicità e il limite di non vedere il quadro completo. La quota azionaria di riferimento è solo uno degli ingredienti. Contano almeno altrettanto la presenza di un fondo di emergenza adeguato prima di esporsi ai mercati, la gestione di eventuali debiti, la concentrazione del patrimonio in un singolo asset come la casa, e la coerenza tra il rischio che si dichiara di voler correre e quello che si riesce davvero a sopportare durante un ribasso.

    Una formula può indicarti la direzione, ma non sostituisce un ragionamento sull'insieme della tua situazione.

    Come vedere la tua stima

    PatrimonioChiaro usa proprio questa logica, adattata all'Eurozona, come uno dei punti di partenza per costruire uno scenario educativo personalizzato. Compilando il quiz gratuito puoi vedere quale quota azionaria di riferimento emerge dai tuoi parametri, insieme a una fotografia completa della tua situazione: riserve, orizzonte, profilo di rischio e proiezioni illustrative. È uno scenario educativo, pensato per aiutarti a fare domande migliori, non un piano finanziario personalizzato.

    Nota finale

    Questo articolo è uno spunto educativo e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata.

    Continua ad approfondire

    Newsletter

    Ricevi ogni mese un aggiornamento sui mercati e spunti pratici. Gratis.

    Utilizziamo cookie tecnici e, con il tuo consenso, cookie di analisi e marketing (Google Analytics 4, Meta Pixel). Cookie Policy · Privacy Policy.